Voce della Luna


25 aprile in Falegnameria…

volantinofinale

25 Aprile 2009

Archeologia del lavoro.
L’opera del lavoro, il lavoro all’opera!

Ore 17,00  Visione del film di montaggio:
“TRA. Fenomenologia di una contraddizione.”
 di e con Lucio della Luna, colore 27’ 2009.

Ore 17,30 incontro sul lavoro,
materialità ed immaterialità di una condizione,
l’opera del lavoro, il lavoro all’opera (sono stati invitati Benedetto
Vecchi, Paolo Virno, Sergio Bianchi, Nanni Balestrini, Gabriele Polo,
cub, cobas, cgil, esc ed altre strutture).

Ore 20,00 pausa-aperitivo.

Ore 20,30 film a sorpresa del gruppo amatoriale sulla condizione operaia.

Ore 22,00 cena.

Costo della cena a sostegno del quotidiano Il manifesto:
10 euro contratto a tempo indeterminato.
5 euro contratto a tempo determinato.
3 euro precario al nero e studente.
0 euro disoccupato.
Si consiglia la prenotazione per la cena al numero 06/30683440

La giornata si svolgerà nel padiglione 41 dell’ex ospedale
psichiatrico Santa Maria della Pietà.
Organizzano: Cooperativa Passepartout, gruppo amatoriale, Lucio della Luna.



Santa Maria della Pietà, la cooperativa Passpartout rappresenta “la contraddizione del mondo del lavoro”

Articolo scritto da Antonella Giordano – Liberaroma.org Venerdì 20 Marzo 2009

«Traversare una strada per scappare di casa lo fa solo un ragazzo, ma quest’uomo che gira tutto il giorno le strade, non è più un ragazzo e non scappa di casa». Lavorare stanca, è il titolo della raccolta di poesie di Cesare Pavese ed è l’opera che ha ispirato “Tra. La fenomenologia di una contraddizione”, un cortometraggio sul tema del lavoro realizzato dalla cooperativa sociale integrata Passpartout che lavora da tanti anni nella falegnameria del padiglione 41 dell’ex ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà. Ogni giorno i lavoratori della cooperativa Passpartout fanno lavori di restauro, intagliano il legno e cercano di unire costantemente il lavoro manuale a quello creativo. «Perché – ci spiega Marcello Fagiani, il presidente della cooperativa – il lavoro può rappresentare a volte una condanna a volte un riscatto e noi abbiamo cercato di rappresentare questa contraddizione che a volte diventa attrito tra cultura, arte, poesia e lavoro. La falegnameria è una forma di lavoro artigianale quindi ha già in sé una forma di creatività, il momento in cui l’individuo cresce mentre le forme di lavoro più brutali espropriano la persona di questa dimensione. (continua…)