Voce della Luna


PUBBLICAZIONI: LA VOCE DEL SORATTE
Luglio 16, 2008, 10:34 am
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San Silvestro e il toro

San Silvestro e il toro

1) Un percorso nei paesi dell’Alto Lazio, ( a cura dell’Associazione Avventura Soratte, Associazione Pro Loco di Sant’Oreste, Provincia di Roma, Sviluppo turistico del Territorio, Assessorato Turismo Dip. VI- Servizio 4), 2000, pp.12; 27; 31.

GASTRONOMIA. A Sant’Oreste si possono assaggiare maccaroni tonni, la polenta alla spianatora, gnocchetti con fagioli, dolci e vino locali.

FOLKLORE, TRADIZIONE E SAGRE. Sant’Oreste: Ultima domenica del Mese di Maggio, Festa della Madonna. Dal 1814 il paese celebra in modo particolare la chiusura del mese mariano. Una solenne processione percorre le vie del paese addobbate da fiori ed archi trionfali, per raggiungere, tra luminarie tradizionali, le pendici del monte Soratte che lentamente si accendono in una suggestiva fiaccolata di saluto alla Madonna, uscita dalla chiesa parrocchiale. Lo scenario è poi completato da uno spettacolo pirotecnico di notevole suggestione

IL TERRITORIO DELLE ABBAZIE: l’abbazia di sant’Andrea in Flumine e di San Silvestro al monte Soratte.

Nella campagna romana dell’alto Lazio la presenza dell’imperiale Abbazia di Farfa ha polarizzato e continua ad attirare l’attenzione degli studiosi ed appassionati dell’arte ponendo involontariamente in ombra monumenti di notevole valore. Fra questi merita un discorso a parte San Andrea in Flumine a Ponzano romano e San Silvestro sul Soratte. Secondo il cronista Benedetto del Soratte, monaco a sant’ Andrea nel X secolo, Galla (498-514) figlia di Simmaco possedeva un agro con un monte che veniva chiamato Campana nel territorio Collinense e posta sul Tevere una sua villa sulle cui macerie costruì una chiesa allora dedicata a sant’Andrea e nell’agro Ponticello una in onore di san Lorenzo.

Nell’anno 746 Carlomanno figlio di Carlo Martello e fratello di Pipino il Breve, ritiratosi dalla vita politica si rifugiò da monaco sul monte Soratte. Un giorno andando verso il Tevere alla chiesa di Sant’Andrea, costruita come si è visto da Galla Carlomanno trovò un < castrum antiquum acquarium > ancora in attività e si decise di costruire un monastero in onore diSan Pietro, San Benedetto e Sant’Andrea e poi acquistò vari fondi che il monaco Benedetto enumera con meticolosa particolarità.

2) LA VIA DEGLI EREMI DEL MONTE SORATTE ( a cura dell’Assessorato Ambiente Provincia di Roma Vivere il Verde 1999; Associazione Pro Loco di Sant’Oreste; Associazione Avventura Soratte di Sant’Oreste; Lega Ambiente Flaminio, 1999). Pp 9, ssg

a) Santa Lucia. Sorge sulla prima vetta del Soratte. Oggi dell’abitato che dovette servire agli eremiti vi sono antiche tracce. La prima notizia dell’esistenza di questo eremo è del 1596 Secondo il Ciampani però le strutture murarie sono ben più antiche, forse pre-romane.

b) Sant’Antonio. La prima notizia descrittiva di questo eremo è del 1768. Ma secondo il Ciampani i matronei e il monastero che si trova dietro la chiesa a cui è collegato possono rimandare ad età medievale. Questo eremo ospitava il priore di tutti gli eremi del Soratte.

c) San Sebastiano. Si vede la presenza di un forno, e quella di una cavità sotterranea, forse una cisterna.

d) San Silvestro. La primitiva decorazione degli affreschi databile al XII secolo e di cui si conservano tracce su alcuni pilastri era ad affresco con motivi decorativi a finte pietre divise ortogonalmente da incisioni, eseguite direttamente su intonaco fresco, dipinte in rosso e quasi sempre corrispondenti a quelle dei conci della struttura portante.

e) Santa Romana- Situata in una cavità naturale dell’impervio versante orientale del monte Soratte, la cappella e’ adattata al culto della grotta che secondo la leggenda fu oggetto del battesimo di santa Romana da parte di san Silvestro papa nel IV secolo. Conservava al suo interno un ciborio, mentre all’esterno si eleva un grandioso monastero, con cavità sotterranee. La lapide della consacrazione della chiesa (età medievale) conserva sul retro un ‘ iscrizione sepolcrale romana. Il testo è il seguente: A(ul) AR (…) / MAR (…) / A(ul) ARIS (…)/ C( ai) Mm (…)/ A (ulus) Aeistiu (s…). Il testo può rimandare a sant’Edisto o a un suo familiare ?

3) ZOZI PRANCESCO, SANTUARIO MADONNA DELLE GRAZIE SUL MONTE SORATTE., pp. 4 ssg

Ancor prima della presenza cristiana il Soratte si stagliava come riferimento religioso ai popoli Fallisci, Etruschi, Capenati e Romani. Poi ci fu la prima grande esperienza monastica sulle ceneri del paganesimo sconfitto.Il Soratte Viene citato da papa Gregorio Magno quando nei suoi dialoghi fa riferimento ai miracoli del monaco Nonnoso costruttore sul monte di una delle prime comunità monastiche dei Benedettini.

A Santa Maria delle Grazie esisteva sin dal 1500 una piccola chiesa così descritta dal Notaro Giovan Francesco Clerici “ … fra i romitori che nel XVI secolo erano da solitari abitati: uno era quello della beata vergine dipinta al muro col Bambin Gesù in braccio che si venerava in una chiesuola nella parte occidentale del monte non lungi dall’eremo di sant’Antonio Abate, sotto la cura di un eremita sacerdote che vi risiedeva.” Nel convento di santa Maria delle Grazie sono conservate: a) un capitello di ordine ionico (forse appartenente ad un colonnato di una navata); b) una testa di imperatore romano (forse Settimio Severo); c) due colonnine con capitelli cubici dell’VIII secolo.

4) AA. VV. LA VIA DELLE ERBE DEL MONTE SORATTE, ROMA 2005 , pp.9 ssg

I meri sono un gruppo di cavità collegate, che si trovano nella zona di santa Romana; gli ingressi si aprono tra i 250 e i 330 m., s. l. m.. Si tratta di 3 meri: mero piccolo, mero grande, mero medio.

La grotta di santa Lucia si apre a 440 m. s.l.m. con un foro di una decina di metri di diametro posto quasi alla sommità del baratro, nei pressi di una cava dimessa. La grotta Erebus ha andamento prevalentemente verticale e costituisce la più recente scoperta sul monte Soratte ed è tuttora in corso di esplorazione.

CURARSI CON LE ERBE.(dalla tesi di laurea Ricerche sul paesaggio vegetale del monte Soratte di Elvira De Mattia. MELISSA ( Della famiglia delle Labiate). Nome dialettale erba cetrina ( per il dolce profumo di limone che emana dalle foglie) Habitat è molto diffusa e predilige le siepi e i luoghi ombrosi Usi: il suo decotto è famoso per curare i disturbi delle mestruazioni.Oltre che per le proprietà medicamentose, i rami di Melissa sono usati per profumare la biancheria e per tenere lontani i parassiti dagli armadi. EUPHORBIA CHARACIAS DELLA FAMIGLIA DELLE EUPHORBIACACEAE ( Tutumagghiu). Erba alta e robusta con ombrelli terminali, formata da inflorescenze con ghiandole di colore bruno rossastro e coperte da peli irsuti. Pianta perenne che raggiunge i 30-80 cm di altezza con fusto ricoperto da una spessa pelosità. Le foglie lanceolate coriacee si restringono alla base e sono raggruppate nella parte superiore del fusto. (…) Le inflorescenze terminali sono racchiuse da brattee a forma di mezza luna ed a punta spessa, arrotondate od ottuse; il frutto è villoso ricoperto di pelo soffice.Habitat: cresce in luoghi aridi. Droga: è costituita dal lattice che sgorga da tutte le parti della pianta. Proprietà ed uso: era usata dai contadini per spezzare i denti cariati e doloranti. Modalità d’uso: il lattice fresco è applicato direttamente sul dente, eventualmente anche con l’ausilio di un pezzo di stoffa .RUMEX SP. PI della famiglia delle POLYGONACEAE (erba forte) Erba perenne con fusti eretti ed arcuati e arrossati alla base. Habitat: diffusa nelle campagne specialmente nei terreni umidi. Droga : tutta la pianta. Proprietà ed uso: è usata come rinfrescante intestinale. Modalità d’uso: sene fa il decotto per bere.

Questi sono solo alcuni esempi, presi dal dettagliato erbario.

5) MALATESTA, O., Note introduttive, in Figlie di Maria. Diario scritto 60 anni fa da una ventenne Agnese De Julis, 2006. p. 3

Come erano le ragazze ventenni di sessant’anni fa? Lo si scopre leggendo il diario che Agnese De Julis ha scritto in un quadernetto, quando era segretaria delle figlie di Maria. Il diario è un racconto, in presa diretta, di un delicato periodo storico del nostro paese, quello dell’immediato dopoguerra: è un insieme di appunti non rivisti, raccolti da una ragazza di 25 anni, che, nello svolgimento del ruolo di segretaria delle figlie di Maria., ha trascritto gli eventi la sera stessa del loro accadimento.

Tra le cose più commoventi raccontate da questo diario vi sono i saluti di congedo delle ragazze che lasciavano la congregazione per iniziare la vita nuova del matrimonio.

MALATESTA, O Mio Padre, in Figlie di Maria. Diario scritto 60 anni fa da una ventenne Agnese De Julis, 2006, p.20

Mia madre, Agnese De Julis è nata nel 1921 a Sant’Oreste. A 18 anni si fidanzò con mio Padre, Carmelo Malatesta, ma i progetti di matrimonio furono rinviati all’ottobre del 1946, a causa della guerra. Per 5 anni infatti mio padre partecipò al conflitto mondiale: dal 1943 al 1945 e fu prigioniero dei Tedeschi. Per più di anno di lui la famiglia non ebbe più notizia.

6) LAZZARI G., STORIA LOCALE, STORIA GENERALE in L’isola di Kesserling. Le gallerie del monte Soratte e la vita quotidiana a Sant’Oreste 1943-1944, Sant’Oreste 2003.pp.20 ssg

Così a Sant’Oreste vennero i tedeschi, i nazisti di Kesserling, che era tra i primi marescialli del Fuhrer, come erano venuti i barbari, i longobardi, i saraceni, i giacobini,, i francesi, i briganti, i mazziniani, i fascisti e i partigiani.

Se poi i tedeschi abbiano lasciato addirittura in eredità a Sant’Oreste, nascosto nelle viscere del Soratte, il tesoro trafugato alla banca d’Italia, come vuole una leggenda contemporanea non è dato sapere e personalmente non riteniamo veritiera una credenza con troppe contraddizioni storiche.

ZOZI FRANCO, PREMESSA all’isola di Kesserling Sant’Oreste 2003. pp. 26

Questa ricerca è stata eseguita dagli alunni negli anni scolastici dal 1976 al 78 quando frequentavano la prima elementare. La ricerca riguarda la storia del paese nel periodo bellico dall’8 settembre 1943 al 6 giugno 1944, durante il quale il Soratte ebbe ancora una volta, il suo momento di celebrità, poiché nelle gallerie si insediò il Comando Supremo Tedesco del fronte del Sud. La storia del luogo natio ha sempre suscitato nei fanciulli un particolare interesse, in quanto essa si riferisce a persone ed ambienti ad essa familiari e quindi il lavoro di ricerca è fortemente sentito e motivato.

IL MAESTRO GIUSEPPE ZOZI. Dice il maestro Zozi: “ Allora mancò il tempo materiale per una revisione generale al fine di rendere più agevole la lettura di questa ricerca.” Però lo si vuole offrire così; pur essendo passati molti anni, la ricerca è di una rilevanza notevole se si pensa che le fonti sono orali, cioè raccolte allora dai bambini. In questi anni molti brani sono stati utilizzati per la pubblicazione dell’editore Chigi ed altri su giornali locali, ma l’intero lavoro è rimasto inedito ed ora ancor più prezioso poiché le Gallerie protagoniste di quelle vicende, tornano al patrimonio del paese. Saranno proprio i materiali di questo libro che ci faranno da guida ogni volta che passeremo in questi luoghi. Questo è il libro, che una ricerca così importante meritava.

7) “IL CONCERTO” Banda musicale “ Innocenzo Ricci” di Sant’Oreste Una Storia ( a cura di Francesco Zozi) pp 1 ssg. La Cappella musicale della Ven. Collegiata di S. Lorenzo M. in Sant’Oreste sul monte Soratte Di Don Mariano de Carolis

Altro problema che tormentava la comunità era quello dell’area cimiteriale, dato che non era più possibile tumulare nelle chiese. Questo fu risolto con l’inaugurazione nel 1874 del nuovo cimitero presso la chiesa di sant’ Edisto, in quella zona dove anticamente era nata la curtis sancti Heristi, in un terreno che essendo di proprietà della sagrestia, darà luogo successivamente ad una vertenza con il Comune per qualche anno.

Nel 1900 si concedeva alla Società l’uso degli strumenti e si configurava la seguente organizzazione: il concerto sarà formato da 20 persone. La società dovrà assumere il titolo di Banda municipale e dipenderà dal Sindaco da due deputati eletti dal Consiglio.

Molti furono i musicanti impegnati nel conflitto della prima guerra mondiale; alcuni di essi furono impegnati nella fanfara dei bersaglieri. Sembra che i patti tra Società Bandistica e comune si rinnovassero ogni 9 anni ma capitava che frequenti crisi facessero interrompere prima del tempo il rapporto.

“ Non è possibile –dice il sindaco- decidere seduta stante in merito e propongo di nominare una commissione che studierà le norme e il funzionamento del Concerto cittadino e quindi in primo luogo si rende necessario invitare i singoli musicanti a restituire gli strumenti al comune.”


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Lucida esposizione delle ultime pubblicazione che rendono l’idea del vasto e vivo panorama culturale che imperversa sulle alture sorattiane. Un grazie allo studioso che ha reso possibile tale realtà per troppo tempo nascosta ai più. saluti Hirpus.

Commento di Hirpus




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